Pro Brixia

Pro Brixia, servizi e opportunità della Camera di Commercio di Brescia

Dal 1995 Pro Brixia è un’Azienda Speciale, così com’è definita dalla legge, fondata dalla Camera di Commercio di Brescia, che si occupa di valorizzare il tessuto produttivo delle aziende bresciane con l’obiettivo di incrementare il raggio d’azione commerciale verso i mercati esteri.

Di cosa si tratta e di cosa si occupa

Nello specifico, Pro Brixia, è un’Azienda Speciale fondata dalla CCIA di Brescia, avvalendosi delle competenze stabilite dalla legge 580/93 che attribuisce alle Camere di Commercio italiane la possibilità di creare strutture che svolgano interventi e attività che richiedano rapidità gestionale, competenza tecnica, snellezza operativa in materia di servizi per le aziende operanti nei rispettivi territori.

Pro Brixia: contributi alle imprese

Come detto, una delle competenze di Pro Brixia è quella di fornire supporto alla valorizzazione del tessuto produttivo delle aziende presenti sul territorio di Brescia. In questo senso è disponibile la pagina dedicata con i Contributi alle Imprese disponibili per estendere il raggio d’azione delle suddette aziende verso i mercati internazionali.

I servizi online di Pro Brixia

L’azienda Pro Brixia ha istituito un e-commerce con i Servizi Online della Borsa Immobiliare di Brescia. Tali servizi permettono alle aziende di consultare, tramite la formula dell’”abbonamento online”, il Listino dei Valori degli Immobili completo e di stampare una visura di ogni singola Regione Agraria, di una specifica via della città o di ogni singolo comune della Provincia di Brescia.

Questi servizi, acquistabili tramite carta di credito, sono disponibili sia per chi opera nel settore, che per i privati. In tutti i casi è possibile accedere al portale sia tramite il supporto di ricariche che per accessi occasionali.

Il Listino prevede il pagamento di 10€ per ogni singola visura oppure formule in abbonamento da 100€ per la consultazione illimitata del listino per 12 mesi, oppure un abbonamento annuo da 130€ per la consultazione illimitata del Listino comprensiva dello storico a partire da ottobre 2008.

facile.it franchising

Come aprire uno store facile.it franchising

Quella del franchising è un sistema di affiliazione e investimento molto diffuso e per il quale sono sempre tanti gli interessati, considerate le grandi possibilità, unte alle sicurezze, che offre. Uno dei casi più recenti, e per molti aspetti più fortunati è quello, di facile.it franchising.

Facile.it è il noto sito di comparazione delle tariffe e recentemente ha avviato una serie di punti vendita, in franchising, passando quindi da essere una piattaforma esclusivamente online a una anche offline, ovvero fisica e presente sul territorio.

I numeri

Le cifre di facile.it franchising sono molto importanti: si parla di circa 1.5 milioni di media di consumatori mensili. I guadagni, per gli affiliati, derivano dalle commissioni su ogni servizio prestato, mentre per il gruppo dall’aumento dei ricavi derivati dall’apertura dei nuovi store.

Come funziona facile.it franchising

Esiste una pagina dedicata del sito facile.it franchising dove trovare le informazioni su come aprire uno store in franchising.

I requisiti richiesti da facile.it per coloro che vogliono entrare in questo sistema di affiliazione sono: l’esperienza nel settore dell’intermediazione assicurativa e in quello creditizio, un locale di almeno 100mq (per i capoluoghi di provincia) o di 50mq (per le altre cittadine) con 2 vetrine al pianoterra fronte strada e che sia localizzato in vie principali, zone ad elevato traffico veicolare o pedonale, centri commerciali.

Perché puntare su facile.it franchising

Il motivo dell’apertura di questi store fisici, rivoluzionando quello che era un ‘semplice’ sito di confronto delle tariffe, sta nella volontà di raggiungere quella fetta di mercato che, per tutta una serie di motivi, anagrafici e non, ancora preferisce il rapporto diretto con un consulente fisico, piuttosto che quello con un sito web.

L’altro grande aspetto di facile.it franchising è l’ampia scelta di prodotti che sono a disposizione del franchisee con il quale egli può soddisfare le esigenze dei propri clienti, e sono: tariffe luce e gas, contratti ADSL, prodotti finanziari (mutui, cessioni del quinto, prestiti) e assicurazioni (veicoli, casa, danni, prodotti di finanziamento).

Facile.it garantisce una formazione e un’assistenza continua e a 360°, la fornitura di risorse e competenze tecnologiche non indifferenti e un brand affermato da anni in questo settore. Elemento da non trascurare, infine, è l’esclusività territoriale offerta, per la quale ogni affiliato ha la garanzia di essere, nell’area geografica di competenza, l’unico store autorizzato a utilizzare il marchio, e servizi, di facile.it.

Come aprire uno store facile.it in franchising

Per aprire uno store facile.it franchising bisogna compilare il form, allegare il CV e inserire i propri dati, rispondendo ad alcune domande sulla propria esperienza nel settore e se si è già individuato il locale dove aprire lo store.

imprese turistiche

Scoprire ed entrare nel mondo delle imprese turistiche per fare successo

L’Italia è, da sempre, il Paese nel quale il turismo, nonostante tutte le difficoltà, porta sempre notevoli benefici. Gli italiani hanno la possibilità di usufruire di realtà, paesaggistiche e monumentali, uniche nel loro genere, invidiate in tutto il mondo e che, ogni anno, sono visitate da milioni di turisti. Ecco quindi che il settore delle imprese turistiche, se valorizzato e gestito a dovere, anche in maniera innovativa, può rivelarsi molto produttivo e un’importante forma di investimento.

Le leggi sulle imprese turistiche

Propriamente la legge italiana (135 del 29/03/2001) definisce imprese turistiche tutte quelle realtà che esercitano un’attività economica organizzata atta alla produzione, intermediazione, commercializzazione e gestione di servizi e prodotti, utili alla formazione dell’offerta turistica. La tipologia di attività, dunque, conferisce all’impresa il carattere turistico.

Per l’apertura o il trasferimento di un’impresa turistica è necessaria l’autorizzazione del sindaco della località dove ci si trova. Ogni attività turistica deve rispettare le norme in materia di urbanistica, edilizia, igiene, sicurezza e destinazione d’uso di edifici e locali.

Qualche numero

Tanto per avere chiaro l’idea del fenomeno delle imprese turistiche, e delle sue opportunità, bisogna ricordare come l’Italia, primo Paese tra quelli europei, ha un numero di pernottamenti annui che supera i 54 milioni. Mediamente la spesa quotidiana di ogni turista che viene in Italia si aggira intorno ai 100€.

Il turismo online è il primo comparto dell’ecommerce italiano, con un fatturato di 5 miliardi di euro.

La digitalizzazione nel rinnovamento e potenziamento delle imprese turistiche

La digitalizzazione ha, inevitabilmente, coinvolto anche il settore delle imprese turistiche, con alcune formule innovative e start up per migliorare l’offerta e i servizi ad essa relativi. Il lavoro da fare è molto più lungo di quanto si pensi perché molte sono le possibilità potenzialmente usufruibili, sulle quali investire per guadagnare, ma anche migliorare l’efficienza di questo Paese.

Il turismo online proveniente dal web è di circa il 26%, mentre gli altri Paesi europei viaggiano intorno a numeri quasi raddoppiati (49&); ciò dimostra come le imprese turistiche non possano esimersi dal valorizzare e sfruttare il settore del digitale, che non significa meramente avere un sito internet o essere rintracciabili su qualche portale per il confronto delle offerte. Ciò che occorre al settore turistico è una seria e profonda rivoluzione digitale che valorizzi e avvicini l’offerta turistica migliorandone la qualità e la ricezione.

Le possibilità sono tante così come tante sono le idee di tanti giovani imprenditori. Ci sono chiaramente anche molti aspetti critici e difficoltosi, specie dal punto di vista burocratico e legale (uno dei più pesanti fardelli dell’economia italiana), ma che non possono essere la giustificazione per non investire in questo settore, uno dei più prolifici che l’Italia ha a disposizione.

nuove tecnologie

Le nuove tecnologie nello sviluppo e alla crescita delle aziende

Quelle che comunemente chiamiamo nuove tecnologie anche senza avere un’idea chiara di ciò che esse sono, sia per la loro continua mutevolezza, sia per la nostra incapacità di definire le cose, sono diventate negli ultimi anni sempre più fondamentali nello sviluppo e nella crescita delle aziende.

La rivoluzione delle nuove tecnologie

Le nuove tecnologie hanno rivoluzionato il mondo, quindi anche il mondo del lavoro, cambiando in toto i paradigmi, non solo i mezzi, i prodotti e le attrezzature. Oggi è impensabile di non essere digitali, di non pensare e progettare le scelte aziendali in digitale. Questo, bisogna sempre ricordare, non significa tanto dotarsi di sistemi digitali – per quanto fondamentali – o di utilizzare uno strumento tecnologico rispetto a uno tradizionale, quanto rivoluzionare completamente il proprio modo di stare nel mondo del lavoro.

La rivoluzione digitale e tecnologica ha, indubbiamente, portato da una parte una maggiore velocità e rapidità nell’esecuzione di alcuni processi, ma dall’altra ha mutato completamente alcuni aspetti del mondo del lavoro; aspetti cui ogni professionista deve fare riferimento.

La velocità delle nuove tecnologie

Uno degli aspetti più articolati e importanti da tenere in considerazione quando si parla di nuove tecnologie è la questione della rapidità con cui esse cambiano. Nei soli ultimi dieci anni abbiamo vissuto una vera e propria rivoluzione, ad una rapidità impressionante. Basti pensare che solo 11 anni fa non esisteva un iPhone, che non esistevano le connessioni mobile e il cloud era al massimo un fenomeno atmosferico.

Questo è solo uno degli aspetti che mostrano come il ‘rimanere al passo con i tempi’ sia diventato fondamentalmente complicato. Tale velocità obbliga le aziende ad avere una determinata elasticità per poter accogliere o, anche, rivoluzionare ogni volta i propri processi e le proprie dinamiche.

L’instabilità della possibilità

Ciò che spesso incide sullo sviluppo e crescita delle aziende è la continua instabilità delle nuove tecnologie, che cambiano, come abbiamo visto, ad una velocità impressionante. Fino a qualche anno fa pensavamo che fosse fondamentale per tutte le aziende avere un sito internet o un blog, oggi questi risultano quasi obsoleti a confronto di una pagina Facebook o di un altro profilo social.

Questa instabilità, per quanto piuttosto critica, è alo stesso tempo fonte di grandi possibilità. Ed è su queste che bisogna investire, è con queste che ogni azienda per svilupparsi deve confrontarsi. O queste o niente, tertium non datur, direbbero i latini.

Bottega Verde franchising

Bottega Verde franchising: info utili e consigli

Aprire un franchising del noto marchio Bottega Verde è una delle tendenze più importanti che negli ultimi anni, complice il successo e la costante presenza sul mercato del noto marchio di prodotti naturali per il benessere, sta coinvolgendo tanti che vorrebbero mettersi in proprio appoggiandosi ad un brand di successo.

Con oltre quarant’anni di esperienza – il primo punto vendita è stato aperto negli anni 70 – Bottega Verde apre regolarmente nuovi negozi favorendo e investendo sulla formula del franchising.

I requisiti

Come recita la pagina dedicata al Bottega Verde franchising sul sito ufficiale: “sappiamo bene quali requisiti deve avere chi desidera diventare un affiliato: impegno, professionalità e determinazione. Ecco quello che chiediamo a te e a tutti coloro che desiderano diventare nostri partner e aprire un negozio monomarca Bottega Verde: tutto il resto lo mettiamo noi. Anche se non hai esperienza nel settore, ma hai un negozio o un piccolo capitale da investire, il mondo della cosmetica naturale, in continua crescita, è la scelta giusta per te

Oltre ai requisiti ‘umani’ e relazionali che ogni venditore deve avere con i propri clienti, per poter entrare nel mondo di Bottega Verde franchising l’azienda concede il proprio marchio solamente a punti vendita siti in città con almeno 35000 abitanti e in vie centrali e commerciali. I locali devono avere una superficie di almeno 35mq e dotati di un magazzino, di un bagno e di una vetrina non inferiore ai 2.2m di larghezza.

Il personale minimo richiesto è di 2 persone per un normale punto vendita, mentre devono essere almeno 3 per un negozio all’interno di un centro commerciale.

Il rischio e l’investimento

Il franchising Bottega Verde prevede un aiuto a 360° nei confronti degli affiliati, sia nell’organizzazione del negozio, ma anche sotto l’aspetto fiscale, con facilitazione creditizie e accelerazioni nell’erogazione di finanziamenti per tutti gli imprenditori.

La merce è in conto vendita. Non avrai bisogno di anticipare grosse somme di denaro per rifornire il tuo negozio, nè fornire alle banche quelle garanzie che di solito vengono richieste: i prodotti dovranno essere pagati solo dopo essere stati venduti. Ma non è tutto. Bottega Verde ha eliminato i vincoli più onerosi per l’affiliato, grazie alla sua formula di affiliazione che prevede condizioni particolarmente vantaggiose per ridurre il tuo investimento iniziale al minimo possibile.

I costi del franchising Bottega Verde

Mediamente il costo per entrare nel circuito del Bottega Verde franchising è di 20mila uro, ma non ci sono vincoli in questo senso.

La cifra da dover investire viene stabilita solamente dopo aver presentato la domanda e aver valutato i vari aspetti con i consulenti dell’azienda.

Dopo aver iniziato Bottega Verde continua a sostenere i propri affiliati con corsi di formazione specifici sia nella conoscenza dei prodotti che nella gestione del punto vendita.

Quanto conviene?

La domanda se convenga o meno investire tramite Bottega Verde franchising è legittima ma per rispondere bisogna tenere conto di qualche aspetto.

Come tutti gli investimenti non c’è certezza di successo, ma è anche vero che sono molti i vantaggi e le condizioni favorevoli messe in atto da Bottega Verde. Il settore dei prodotti di bellezza naturali, nonostante la crisi, continua ad essere molo attivo e con importanti e interessanti sviluppi nei prossimi anni.

Bisogna ovviamente valutare diversi aspetti, anche geografici e locali, ma i presupposti offerti da Bottega Verde sono molto interessanti e meritevoli di considerazione per provare ad avviare questo tipo di attività con la sicurezza di avere alle spalle un’azienda solida e che negli anni ha saputo imporsi in questo settore.

aprire un franchising Kiko

Cosa c’è da sapere per aprire un franchising Kiko

Sono in tanti ad essere interessati ad aprire un franchising Kiko, vedendo in questa catena e in questo marchio una buona possibilità di investimento e di guadagno.

Questa visione e questa prospettiva sono corroborati dai fatti e dai numeri, in questo 2017, di questi primi venti anni di carriera del marchio Kiko. Questo marchio nacque nell’ormai lontano 1997 come un brand del Gruppo Percassi e stabilendosi negli anni nel settore dei cosmetici professionali, con prodotti delle linee make up per il corpo e per il viso a tanti altri prodotti per la bellezza, grazie soprattutto ad un valido rapporto qualità-prezzo.

Il successo del marchio, che spinge tanti giovani a interessarsi su come aprire un franchising Kiko, è dovuto a tanti e diversi fattori, non ultimo quello che vede i prodotti non essere testati sugli animali, conformandosi perfettamente alle normative vigenti e alla sensibilità sociale maturata negli ultimi anni.

Aprire un franchising Kiko significa entrare in un gruppo solido e con importanti prospettive di crescita, soprattutto se si considera che sono più di mille i punti vendita in 20 differenti Paesi di cui l’Italia rappresenta solo un terzo di questa diffusione. Inoltre mille sono ‘solamente’ gli store fisici; grazie all’e-commerce sono stati superati i confini in altri 36 Paesi.

Il marchio Kiko produce ogni anno più di 1400 prodotti di gamma per la cura della pelle e del corpo e, sempre ogni anno, oltre 1000 prodotti in edizione limitata. Nel catalogo è possibile trovare creme mani, creme viso, creme solari, linea doposole, smalti, kit make up, pochette, accessori viso e molto altro ancora.

Come aprire un franchising Kiko

Per tutti coloro che sono interessati ad aprire un franchising Kiko bisogna considerare che l’azienda proprietaria del marchio è anche proprietaria di tutti i punti vendita. Il Gruppo Percassi, quindi, ha deciso di non ricorrere al sistema dell’affiliazione commerciale per la diffusione del proprio marchio e dei propri punti vendita. Una scelta, comunque, che sembra pagare e che dimostra come la solidità e la serietà di un’azienda possano comunque conoscere il successo anche senza ricorrere alla formula del franchising.

competitività aziendale

Competitività aziendale cos’è e come migliorarla

Sia in un contesto economico ‘normale’ che in uno di crisi come quello attuale, la competitività aziendale è un settore strategico molto importante e che coinvolge tutte le società e le aziende, da quelle più piccole a quelle più grandi. Ecco cosa c’è da sapere.

Che cos’è la competitività aziendale

La competitività tra le aziende è da sempre, in un’ottica di mercato, un elemento imprescindibile per mantenere determinati standard, anche e soprattutto qualitativi nei confronti di clienti e consumatori. La competitività aziendale è dunque quella capacità di ogni azienda di fornire beni o servizi rimanendo nel mercato e resistendo alla concorrenza.

I piani d’azione e la concorrenza

Ogni azienda deve quindi confrontarsi con altre simili che operano nello stesso settore e, spesso, anche nello stesso territorio. Se, come in un tempo di crisi come l’attuale molto spesso capita, la concorrenza può portare ad un drastico abbassamento della qualità (focalizzandosi solamente sulla riduzione del prezzo finale) è altrettanto vero che essa può essere provvidenziale per permettere alle aziende sane di emergere e di rinnovare i propri piani d’azione e migliorare la propria competitività aziendale.

In questo senso anche una crisi può rivelarsi utile perché in grado di concentrarsi sull’essenziale e ‘costringere’ a rimettere in discussione tutto il ciclo operativo avendo la cura di mantenere alta la qualità della propria attività, mantenendo prezzi bassi per i clienti, ma operando per ridurre i costi che ogni azienda deve sostenere.

I clienti

Uno dei primi punti su cui bisogna lavorare per migliorare la competitività aziendale è quello di superare un determinato concetto di relazione tra azienda e cliente. A differenza di quanto è successo per anni – anche qui dimostrando come la crisi possa avere effetti benefici se affrontata con serietà e intelligenza – il cliente non va visto come un nemico da vincere conquistando il suo per l’acquisto di qualche bene o servizio, ma come qualcuno cui offrire ciò che di buono, e meglio di altri, si riesce a fare. Anche perché, magari in maniera superficiale, ma non troppo – ogni azienda è inserita in un meccanismo che da una parte la vede come produttrice, ma dall’altra è cliente di altri che le forniscono beni e servizi necessari per svolgere il proprio lavoro.

Come migliorare la competitività aziendale

Per migliorare la competitività aziendale della propria attività bisogna analizzare il proprio lavoro ed elaborare delle strategie. Le opportunità sono tante, anche quelle figlie delle nuove tecnologie (cloud, social network, web, app mobile, eccetera), ma tutte vanno analizzate e applicate al proprio settore. Non esiste una formula magica da applicare, ma esiste un lavoro da fare, un’analisi da svolgere e un cambiamento da mettere in atto. Se le difficoltà sono tante, tante sono anche le opportunità che si possono percorrere e individuare. Anche perché non ci sono alternative e, come ha detto qualcuno, “Accendere un fiammifero vale infinitamente di più che maledire l’oscurità”.

Nuova procedura semplificata per le startup innovative a vocazione sociale

Le imprese ad alto contenuto tecnologico possono impattare sul benessere della collettività. Questa è la mission delle startup innovative a vocazione sociale  per le quali il Ministero dello Sviluppo Economico, con la pubblicazione della Circolare del 20 gennaio 2015 n. 3677/C, prevede una particolare procedura semplificata di riconoscimento.  Le SIAVS possono risultare meno “attraenti” sul mercato, determinando un ritorno sugli investimenti inferiore rispetto a quello generato da altre imprese. Per correggere questa asimmetria, l’art. 29 del Decreto Legge 179/2012 ha assegnato dei benefici fiscali maggiorati a favore degli operatori che investono in questa particolare tipologia di startup innovativa.

Sono considerate tali le imprese che possiedono gli stessi requisiti richiesti alla generalità delle startup innovative ed operano in alcuni settori specifici, considerati di particolare valore sociale sulla base delle indicazioni del Decreto Legislativo 155/2006. I settori individuati da tale provvedimento sono: assistenza sociale; assistenza sanitaria; educazione, istruzione e formazione; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; valorizzazione del patrimonio culturale; turismo sociale; formazione universitaria e post-universitaria; ricerca ed erogazione di servizi culturali; formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo; servizi strumentali alle imprese sociali.

Per il riconoscimento dello status di SIAVS è prevista una procedura più flessibile, che consiste principalmente in un’autocertificazione con cui l’impresa dichiara di operare in via esclusiva in uno o più dei settori elencati qui sopra che provvederà ad indicare, dichiarando inoltre di perseguire una finalità d’interesse generale, e di impegnarsi a dare evidenza dell’impatto sociale così prodotto in un “Documento di descrizione di impatto sociale”. I tempi e le modalità della trasmissione dell’autocertificazione dello status di SIAVS e del “Documento di descrizione di impatto sociale” variano in base alle caratteristiche dell’impresa al momento dell’invio.

Per iscriversi o aggiornare il proprio stato, è necessario collegarsi alla sezione speciale del registro imprese, dove è anche disponibile la relativa guida.

Qui, invece, potete trovare la guida per le SIAVS.

Tre cose da tenere a mente prima di avviare un’attività di produzione

attività-di-produzione

Se avete un’idea per una brillante invenzione — tutti ne hanno almeno una! — e state pensando di svilupparla, le opzioni che avete di fronte possono essere facilmente raggruppate in due categorie: creare e vendere i prodotti in prima persona o darla in licenza. Come fate a capire qual è la soluzione giusta? La domanda può confondere perché non c’è una risposta universale.

Diamo un’occhiata alla prima opzione: avviare un’attività per produrre e vendere la vostra invenzione. Si tratta di una prospettiva stimolante che richiede tanto lavoro e  non può essere sviluppato in maniera casuale. Non bisogna sottovalutare le sfide a cui vi sottoporrà l’avvio di una società di produzione. Dovreste proseguire su questa strada, solo se siete davvero motivati.

Ecco quello che dovete tenere a mente prima di partire:

1. Potete guadagnare (o perdere) un sacco di soldi. L’aspetto positivo è che un’azienda può raggiungere numeri vertiginosi in poco tempo. Se create un prodotto di successo, potete vendere un’intera attività piuttosto che la sola licenza d’uso della proprietà intellettuale, raggiungendo un valore molto più alto. Avviare un’impresa ha in sé il più grande potenziale di vincita rispetto a tutti gli altri modi di commercializzare la propria idea, ma vi serviranno i mezzi, la capacità di costruire una squadra e la passione per il prodotto.

2. Ci vuole il doppio del tempo che si pensa per piazzarsi sul mercato. I prodotti impiegano circa due volte più a lungo e costano due volte tanto rispetto a quanto pensano le persone, non importa se avete programmato tutto per bene. Questo significa che dovete essere extra conservatori nel valutare ciò che vi potete permettere di rischiare nella creazione di un prodotto. Molti promettenti prodotti hanno esito negativo perché l’inventore è dovuto tornare a un’altra occupazione per riuscire a pagarsi le bollette.

3. Non potete fermarvi a un solo prodotto. Un’altra cosa da considerare è che dovrete immediatamente iniziare a sviluppare nuovi prodotti per far sì che la vostra azienda possa sopravvivere. Pochissime aziende sopravvivono con solo uno o due prodotti. Dovrete continuare ad aggiungere nuovi elementi ogni anno al fine di rimanere competitivi e andare avanti nella curva di innovazione. Se non avete idee, dovete considerare dove potete acquistarne di nuove. Vi costerà denaro svilupparle e potreste avere la necessità di introdurle sul mercato prima che siano del tutto sviluppate.

Non vogliamo scoraggiarvi. Sono tanti gli inventori che hanno fatto involontariamente il passo più lungo della gamba, pagandone le amare conseguenze, quando avrebbero potuto seguire un percorso con una percentuale di rischio molto più bassa, come concedere in licenza il proprio prodotto.

Ponetevi le seguenti domande e rispondete onestamente:

  • Quanto amo questo prodotto?
  • Sono innamorato dell’idea di avere un’impresa tutta mia, o voglio solo fare soldi?
  • Voglio mantenere il mio lavoro giornaliero?
  • Quanto mi piace dormire?
  • Quanti soldi ho a disposizione? Quanto sarà necessario?
  • Quale stile di vita voglio condurre?
  • Secondo gli esperti, quanto sono reali le possibilità che questa idea abbia successo?

Se siete stati sinceri con voi stessi e avete ancora voglia di avviare un’impresa, proseguite! Se invece avete dei dubbi, considerate seriamente altre opzioni. Dovete considerare il livello di impegno che volete raggiungere per sviluppare un prodotto, prima di rischiare troppo. Nonostante il sogno di ottenere “facili” successi, l’avvio di un’impresa richiede enormi sforzi e investimenti.

Una volta che avrete la metà dei vostri risparmi di una vita investiti sarete in grado di abbandonare tutto? Proseguite su questa strada, solo se non potete farne a meno. Se potete concepire un altro mondo in cui date il vostro prodotto in licenza, probabilmente questa è la vostra opzione migliore — almeno in un primo momento.

L’atteggiamento non è acqua quando c’è crisi

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In tanti sono fissati con la crisi e si lasciano prendere dallo sconforto, aspettando che un giorno magicamente la situazione si aggiusti. La verità è che è inutile starsene seduti in un angolino a piangere. Se si vuole avere successo, l’unica cosa da fare è prendere l’iniziativa e darsi da fare. Più difficile è la situazione economica, più opportunità si creano per le persone forti, preparate e intraprendenti.

La prima cosa da fare è capire che non potete attribuire a nessuno la causa di tutti i vostri problemi. Lo stesso vale per il raggiungimento dei vostri obiettivi, perché non esiste qualcuno che potrà darvi garanzie in merito. Siete voi i soli padroni del vostro destino e dovete essere disposti a prendervi la responsabilità delle vostre azioni. L’importante è agire, muoversi, diventare attivi e non dipendere da niente e nessuno. Mettetevi l’anima in pace e date per assunto che l’economia non migliorerà. Punto. Non sottovalutate più nulla, neanche la sicurezza della vostra impresa. La crisi richiede un cambiamento nella mentalità imprenditoriale ed è meglio avere sempre un piano di riserva con cui far fronte allo scenario peggiore.

Altra cosa fondamentale è aumentare il proprio impegno. Se state facendo 15 chiamate al giorno per cercare clienti, raddoppiatele o triplicatele. Questo non vuol dire che in generale non stiate facendo abbastanza, ma se la situazione è quella che è, la soluzione sta nel vincere la resistenza. Serve prima una forte autocritica e poi bisogna fissare obiettivi che aumentino la produttività della vostra impresa.  Potete diventare più efficienti e pianificare meglio il flusso di lavoro, ad esempio limitando il tempo dedicato alle riunioni. Questo va fatto anche se significa investire dieci volte tanto in tempo e fatica.

Un’economia stagnante è malvista da tutti, ma può diventare un’opportunità per distinguersi e conquistare quote di mercato. Non abbiate paura di mostrare al mondo tutta la vostra passione e la vostra combattività. Fate sapere che non accetterete un “no” per risposta. Sarete voi, il vostro atteggiamento e la vostra capacità di farvi strada in mezzo al rumore a determinare il vostro destino.  Il mondo di oggi è continuamente colpito da migliaia di piccole scosse intervallate da periodici disastri economici. Le persone che hanno un’atteggiamento propositivo sono le eccezioni e voi potete farne parte, rimanendo concentrati e imparando a sorridere indipendentemente dalle circostanze.

Questo è il momento giusto per essere ovunque e far parlare di sé. Farsi conoscere è la più grande sfida da affrontare quando si vuole avere successo. Potreste non raggiungere i vostri obiettivi se i potenziali clienti non vi conoscono o se quelli che avete già non vi tengono abbastanza in considerazione. La buona notizia è che ci sono più opportunità una volta diventati onnipresenti – anche grazie ai social media, che comunque non devono sostituire i tradizionali mezzi di marketing e di pubblicità. Siate positivi, perché il futuro arride agli ottimisti.

Chiara Di Giovannantonio